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Diastasi dei retti addominali: cos’è, cause, esercizi

Diastasi dei retti addominali: cos’è, cause, esercizi

Diastasi dei retti addominali: cos’è

Si parla di diastasi dei retti addominali quando si verifica un’eccessiva separazione dei due muscoli dell'addome rispetto alla linea mediana.

In altre parole la diastasi addominale consiste tecnicamente nell’allontanamento della parte destra di almeno 2,7 centimetri dalla parte sinistra del retto addominale.

La diastasi dei retti addominali è una patologia molto frequente che colpisce in particolare le donne che hanno da poco affrontato una gravidanza, da non confondere con il gonfiore addominale .

Solitamente la separazione del muscolo retto addominale si risolve spontaneamente entro le prime 12 settimane dal parto, ma qualora ciò non avvenga si possono cominciare a notare i primi sintomi della diastasi addominale: la pancia inizia a gonfiarsi in maniera innaturale creando difficoltà di digestione, respirazione, incontinenza oppure pesantezza al pavimento pelvico.

La diastasi dei retti addominali è una condizione fisiologica che nelle prime settimane post-parto non deve spaventare, ma quando entro un anno non si verifica un ritorno completo alle condizioni di partenza, allora si può parlare di patologia: è necessario consultare subito un ginecologo che, eventualmente, consiglierà di procedere con un intervento chirurgico chiamato addominoplastica.

A supporto della donna potrebbe essere necessario l'intervento di uno psicologo che saprà supportarla nella ripresa psicologica.

La diastasi addominale può essere correlata all’età della donna o alle dimensioni del bambino appenato nato o ancora ai parti gemellari, tuttavia può essere classificata in tre casi differenti che dipendono dalla larghezza della linea mediana:

  • Diastasi addominale di grado lieve quando inferiore ai 3 centimetri
  • Diastasi addominale di livello moderato se compresa tra i 3 e i 5 centimetri
  • Diastasi addominale di grado severo se invece è maggiore di 5 centimetri

Inoltre la patologia può colpire varie zone:

  • Da sterno a pube si definisce diastasi completa
  • Nella parte sotto l’ombelico
  • oppure nella regione sovra-ombelicale.
Un’ecografia solitamente è sufficiente per evidenziare la presenza della distensione della linea mediana, altrimenti su indicazione del medico si può eseguire una TAC o una risonanza magnetica.

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Diastasi dei retti addominali: cause e rischi

I fattori di rischio che possono provocare la diastasi dei retti addominali sono quattro:

  • Età della donna superiore ai 35 anni
  • Peso elevato del feto
  • Gravidanza gemellare
  • Altre gravidanze precedenti .

Ulteriori cause correlate alla diastasi addominale possono essere indebolimento muscolare, obesità, eccessiva attività fisica, pregresse patologie che provocano conati di vomito o tosse cronica.

Il sintomo più evidente della diastasi dei retti addominali per la donna può verificarsi dopo il parto quando l’eccesso di pelle e tessuti molli si manifesta come una una specie di protuberanza (detta cresta o pinna), provocata dall’utero che, dopo aver spinto sul muscolo retto addominale, inizia a fuoriuscire da un’apertura lungo la linea mediana.

Oltre alle già citate difficoltà respiratorie, digestive o di incontinenza, possono presentarsi disturbi e dolori anche alla schiena, alla zona lombare, al bacino o alle anche, dovuti all’inarcamento della colonna lombare (iperlordosi) e alla debolezza muscolare del retto dell’addome.

Tra le complicazioni che possono derivare dalla diastasi addominale bisogna citare l’ernia mediana, ernia multipla, laparocele o lesioni muscolari.

Questa serie di sintomi, che principalmente sono conseguenza della gravidanza, possono causare alla donna difficoltà nella vita di tutti i giorni e anche problemi psicologici.

Vale la pena sottolineare come la diastasi dei retti addominali talvolta possa colpire il bambino, anche se solitamente il problema si risolve spontaneamente.

Il segno distintivo è una cresta che si presenta in corrispondenza della linea mediana, che diventa evidente quando il bambino prova a sedersi.

Nella maggior parte dei casi il fattore di rischio è dovuto alla nascita prematura e, seppur raramente, può evolvere in un’ernia ombelicale o ventrale.

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Diastasi dei retti addominali: esercizi

Per prevenire la diastasi dei retti addominali si possono praticare esercizi in gravidanza su indicazione del fisioterapista o del ginecologo, non si deve mai procedere autonomamente poiché esercizi mal eseguiti possono peggiorare la situazione.

Bisogna innanzitutto prestare molta attenzione alla postura sia quando si è fermi sia quando si cammina, ma anche sedersi correttamente con la schiena dritta e i piedi ben poggiati a terra.

Lo specialista solitamente consiglia una moderata attività fisica con esercizi che possano rinforzare la parete addominale, il bilanciamento della schiena e del bacino, oppure per potenziare i muscoli del pavimento pelvico.

Per contrastare la diastasi addominale, esercizi efficaci si possono praticare anche dopo il parto e sono utili per attivare il muscolo traverso dell’addome: per esempio il vacuum addominale, la rana e la respirazione diaframmatica in decubito prono.

Altri esercizi validi e consigliati sono: core stability in posizione decubito supino, core stability in opposizione gamba, core stability in doppia opposizione, rana in posizione decubito supino, torsione del busto con gambe incrociate, inclinazione del busto con gambe incrociate.

Vanno invece evitati quegli esercizi che provocano rigonfiamento dell’addome, che coinvolgono muscoli obliqui o che richiedono di alzare le gambe quando si è posizione supina.

E’ sconsigliato dunque lo stretching, il crunch, stare supini sulla fitball o trasportare oggetti pesanti.