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Emorroidi interne: che cosa sono, quali sono i sintomi e come si curano online

Emorroidi interne: che cosa sono

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Le emorroidi interne sono un problema che affligge circa il 10% degli adulti a livello mondiale e, nonostante non rientrino tra le malattie più gravi in assoluto, possono creare disagi e complicazioni piuttosto serie e fastidiose. Le emorroidi interne sono dilatazioni delle vene che si formano nell’area dell’ano e del retto, ossia delle sacche vascolari che possono creare dolore e irritazione. Al contrario delle emorroidi esterne, quelle interne non fuoriescono dall’ano, ma si formano sopra lo sfintere che regola l’apertura del retto, dunque possono essere visibili solo quando si esercita una certa pressione in determinati momenti. La causa principale solitamente viene attribuita a un’alimentazione non corretta, infatti alcuni alimenti come il cibo piccante e fritto, gli alcolici, il caffè e le spezie possono comportare un’irritazione e un rigonfiamento del plesso emorroidario e della mucosa del canale anale. Tuttavia esistono altre cause come ad esempio uno stile di vita troppo sedentario, l’obesità e la stitichezza prolungata, anche se possono semplicemente derivare da un fattore ereditario. Non è certo casuale, infatti, che le emorroidi interne colpiscano spesso e volentieri le donne in gravidanza. Nella peggiore delle ipotesi invece possono essere associate a malattie cardiache o addirittura a un’avvisaglia precoce di un tumore. Le emorroidi interne si possono suddividere in quattro gradi differenti a seconda, ovviamente, della loro gravità. A prescindere dalla condizione in cui versa la malattia è sempre una buona idea rivolgersi a una specialista.

 

– 1° grado delle emorroidi interne: sintomi come un lieve fastidio e prurito accompagnato da sanguinamento solitamente caratterizzano la fase meno critica della malattia. Spesse volte tuttavia non si avverte alcun dolore, ma si assiste soltanto alla fuoriuscita del sangue durante la defecazione

 

Il 2° grado della malattia invece, oltre al sanguinamento, può causare un leggero, ma sopportabile dolore o prurito, dovuto al rigonfiamento delle sacche. Naturalmente il livello di infiammazione è più elevato rispetto al 1° stadio

 

– Il 3° grado delle emorroidi interne invece prevede un rischio di prolasso e la fuoriuscita delle sacche vascolari, unito a dolori piuttosto acuiti

 

– Il 4° grado, quello più critico, può causare un forte dolore, oltre che una consistente dilatazione delle vene, e obbliga il paziente a ricorrere a un intervento tempestivo da parte di un chirurgo o a un trattamento ambulatoriale

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Emorroidi interne: sintomi più frequenti

Quando parliamo di emorroidi interne, sintomi come sanguinamento rettale, dolore rettale, prurito, irritazione e dolore intenso sono certamente i più frequenti. Rendersi conto di essere afflitti da questo tipo di problema è piuttosto semplice da capire e al momento dell’emissione delle feci, infatti, potrete notare come sia presente una perdita di sangue di colore rosso acceso, che non necessariamente provoca un dolore acuto, ma che certamente potrebbe impressionarvi a primo impatto. Il dolore provocato può avere diversi gradi di intensità che potrebbero condizionare in maniera più o meno significativa la vostra vita quotidiana: da un semplice, tollerabile e lieve fastidio fino a un dolore insopportabile che può creare difficoltà anche soltanto a sedersi. Tra i sintomi principali delle emorroidi interne c’è il fatto che aumentano il proprio volume all’interno del retto anale e dunque fanno sì che le feci assumano un colore rosso vivo a causa della fuoriuscita del sangue. Come abbiamo accennato in precedenza non causano obbligatoriamente un dolore forte o intenso, ma in alcuni casi le sacche possono fuoriuscire dall’ano ed è sintomo che dovete recarvi subito da un medico per farvi visitare poiché è probabile che il sangue al loro interno si stia coagulando. Le emorroidi esterne invece sono maggiormente soggette a complicazioni e, nella peggiore delle ipotesi, potreste andare incontro a trombosi: ciò significa, in questo caso, che la circolazione del sangue è ostruita e dunque le sacche emorroidali si gonfiano sensibilmente. In ogni caso non abbiate vergogna o imbarazzo nel parlarne con i vostri famigliari, tanto meno di recarvi da un dottore specializzato che saprà certamente aiutarvi illustrandovi i rimedi più adatti per curarle.

Emorroidi interne: cura e rimedi

La cura per le emorroidi interne dipende innanzitutto dallo stadio in cui si trova la malattia, del resto una situazione di grado 1 non può essere ovviamente trattata come uno stadio di grado 4. In una fase iniziale, in cui il dolore è lieve e il sanguinamento non comporta particolare irritazione, può essere sufficiente adottare un’alimentazione più corretta e sana, per esempio ricca di fibre, ma anche praticare attività fisica ed evitare di essere troppo sedentari. Naturalmente quando ci si trova a dover affrontare il problema delle emorroidi interne, rimedi come pomate e unguenti facilmente reperibili in farmacia sono molto consigliati e possono essere applicati dopo un’evacuazione: sono perfetti per alleviare il fastidio, ma anche fondamentali per idratare l’area interessata. Ovviamente questo tipo di rimedi sono particolarmente indicati per i gradi 1 e 2. Per quanto riguarda le situazioni più critiche di livello 3 e 4 è consigliato ricorrere a trattamenti più importanti e mirati, come ad esempio una procedura ambulatoriale che può rappresentare una valida cura per le emorroidi interne: parliamo della legatura elastica, la scleroterapia, la crioterapia e la cauterizzazione. Questi trattamenti hanno una percentuale di successo che oscilla tra il 70% e l’87% e hanno un decorso massimo di dieci giorni. Nel caso in cui neanche i trattamenti ambulatoriali sortiscano l’effetto sperato, non resta che ricorrere all’intervento chirurgico che al giorno d’oggi, grazie ai passi da gigante che sono stati fatti in ambito medico, rappresenta un ottimo metodo per la cura delle emorroidi interne e può essere eseguito in maniera rapida e indolore ed è realizzabile in “day hospital” tramite anestesia locale.

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