Depressione: che cos’è; quali sono i sintomi e come curare la depressione online

La depressione: che cosa è davvero?

La depressione è un problema quanto mai diffuso ed attuale. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’anno 2020 la depressione sarà, dopo le patologie cardiovascolari, la seconda causa di disabilità a livello mondiale. Si pensi che, considerando la sola Italia, si stima che circa 1,5 milioni di persone soffrono di depressione, mentre il 12% della popolazione italiana (più di 7 milioni) ne ha sofferto, nel corso della vita, almeno una volta.

Il disturbo depressivo maggiore, così come codificato nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (noto anche con la sigla DSM, a oggi arrivato alla 5°edizione), rappresenta una seria problematica non solo per chi ne soffre, ma anche per i familiari e per le persone vicine al depresso, che si trovano spesso impotenti e impreparate ad affrontare la situazione. A un livello più alto, il problema investe tutta la collettività, sia in termini di spesa per il welfare (cure medico-psichiatriche, assistenza), sia sotto il profilo delle ricadute sulla società (disoccupazione, abbandono scolastico, ritiro relazionale).

È quindi cruciale sviluppare degli strumenti di diagnosi della depressione tempestiva, in modo da poter intervenire nel più breve tempo possibile. Tuttavia, se parliamo di diagnosi, cosa intendiamo esattamente per “depressione”? Il termine è piuttosto abusato, e molti sono i quadri psicopatologici che, spesso con una certa disinvoltura, sono collocati sotto l’ombrello di “sindrome depressiva”. Ci concentreremo qui sulle più tipiche accezioni del termine, evidenziando come i diversi casi presuppongano differenti approcci alla cura, e come uno strumento di consultazione psicologica online come DaVinci possa fornire un valido supporto al trattamento.

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La depressione e i sintomi fisici e mentali

Depressione maggiore e depressione reattiva

Le prime definizioni di depressione che richiamiamo fanno riferimento a un quadro psicopatologico “severo”, le cui manifestazioni sintomatologiche sono direttamente osservabili e “facilmente” classificabili.
Il “disturbo di depressione maggiore”, detto anche depressione endogena o unipolare, è un disturbo dell’umore caratterizzato da sintomi come: profonda tristezza, calo della spinta vitale, perdita di interesse verso le normali attività, pensieri negativi e pessimistici. Si accompagna a sintomi fisici come rilevante perdita o aumento di peso, diminuzione o aumento dell’appetito, agitazione o rallentamento psicomotorio, alterazione del ciclo sonno-veglia. Perché si possa diagnosticare un disturbo depressivo, questi sintomi devono essere presenti per un periodo di almeno due settimane, con concomitante e significativa alterazione del normale funzionamento dell’individuo e evidenti ripercussioni sulla sfera professionale e di relazione.
Spesso una depressione può innescarsi a seguito di un evento traumatico o a un avvenimento doloroso (ad esempio un lutto; la fine di un rapporto amoroso; la perdita del lavoro; l’insorgenza di una patologia): si parla in questi casi di “depressione reattiva”. Qui, l’aspetto rilevante per una diagnosi corretta è il livello e l’espressione della sofferenza, che è caratterizzata da un’intensità e una durata sproporzionate rispetto alla “normale” reazione di fronte a simili eventi.

Depressione cronica e depressione ansiosa

Se la sintomatologia depressiva perdura oltre i due anni, si parla invece di “depressione cronica o persistente”.   A questo livello si assiste a una sintomatologia depressiva cronica, caratterizzata da almeno due sintomi tra insonnia o ipersonnolenza, perdita o aumento di appetito, difficoltà di concentrazione, stanchezza, sentimenti di disperazione, bassa autostima.

Infine, un’ultima categoria fa riferimento a quei quadri dove, accanto ai sintomi depressivi, sono presenti stati ansiosi di varia intensità, dall’eccitamento motorio all’angoscia vera e propria: si tratta della “depressione ansiosa”.
Fin qui siamo nel campo delle diagnosi psichiatriche, dove vi sono criteri diagnostici osservabili, e in cui le manifestazioni sintomatologiche si organizzano in quadri psicopatologici definiti, che richiedono, come vedremo, interventi strutturati su più piani.

Come si cura depressione?

La cura della depressione può avvenire con modalità differenti, ma secondo le linee guida più riconosciute, il trattamento d’elezione per questo disturbo prevede l’abbinamento di una terapia farmacologica con antidepressivi (almeno in una prima fase) e di una terapia psicologica/psicoterapeutica a frequenza settimanale o bisettimanale.  Ci stiamo qui riferimento ai quadri depressivi più gravi, quelli che abbiamo definito come depressione “in senso stretto”. In questa forma più “severa”, s’intuisce bene come la sindrome depressiva richieda un “setting psicologico” di trattamento (ovvero l’insieme di condizioni esterne, fattuali, e interne, relazionali, che caratterizzano lo spazio di cura) particolarmente strutturato e stabile, e la collaborazione di diverse figure professionali (psichiatra e psicologo/psicoterapeuta).

Per quanto riguarda invece la cura della depressione in “senso lato”, parliamo invece di resettare tutti quegli stati che spesso rappresentano la necessità di un cambiamento, di una ridefinizione di valori e priorità nella vita di un individuo. Come tali, essi rappresentano quindi delle opportunità, e in questo senso un percorso psicologico, sia esso psicoterapia o counselling psicologico, può essere cruciale per permettere alla persona di sfruttare al meglio il loro potenziale trasformativo, superando al contempo gli aspetti sintomatologici invalidanti. Di norma, percorsi di questo tipo non prevedono il ricorso a farmaci, sono più brevi (anche se non è possibile stabilire una durata a priori) e non necessitano un setting troppo strutturato.

Curare la Depressione Online con DaVinci

Alla luce di quanto detto, come può inserirsi un servizio come quello offerto da DaVinci all’interno di un quadro complessivo del trattamento della depressione online?

Nei casi più “severi”, che richiedono un intervento strutturato su diversi piani, DaVinci può sicuramente rappresentare uno strumento di supporto dove la depressione si cura online. Ad esempio, spesso la presa di contatto con il paziente depresso è ritardata per lo stigma sociale e la vergogna che queste problematiche sempre comportano; rispetto a questo tema, DaVinci offre la possibilità di un invio meno formale, più “protetto”, tale da facilitare il ricorso alla terapia da parte di persone che altrimenti non si rivolgerebbero allo specialista, o lo farebbero solo tardivamente, quando la depressione si è ormai radicata e risulta più difficile da trattare. Da questo punto di vista, DaVinci potrebbe rivelarsi un valido strumento di diagnosi della derpressione precoce, oltre che un primo prezioso step d’indicazione al trattamento, per meglio impostare gli interventi successivi.

Nei casi più “lievi”, invece, DaVinci può rivelarsi uno strumento autosufficiente e più “flessibile” rispetto ai canali tradizionali, garantendo un più rapido accesso per chi presenta limitazioni di vario grado (fisiche, professionali, personali). Il dibattito circa le diverse indicazioni tra terapia psicologica online e “sul lettino” è ancora aperto, e sicuramente vanno considerate le ricadute sulle differenti variabili che caratterizzano la terapia derivanti dall’assunzione di uno strumento piuttosto che di un altro. In ogni caso, considerati i vari aspetti trattati, ritengo che DaVinci possa sicuramente offrire un prezioso spazio di ascolto e di messa a confronto dei vissuti depressivi, valido nel trattamento di queste problematiche.

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